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Arti divinatorie: il rapporto tra fede e cartomanzia

fede-cartomanziaChe cosa è la cartomanzia?

La cartomanzia è un’arte divinatoria basata sulla lettura di un mazzo di carte. Il mazzo è composto da 78 carte (anche dette ‘tarocchi’). Ogni tarocco è un simbolo. Il processo è molto semplice: si va dalla cartomante, si fa una domanda e a seconda di come le carte verranno riposte sul tavolo la cartomante darà una risposta alla domanda, in cambio di una certa cifra di denaro.

Dalla definizione e dalla pratica della cartomanzia nascono tutta una serie di questioni che mettono in rapporto da un lato la fede in Dio, dall’altro la fede nella cartomanzia.

Si tratta di questioni piuttosto spinose e complicate entro le quali districarsi e, in assoluto, non c’è una risposta certa, ma solo diverse strade da seguire, a seconda dell’ottica di lettura.

Lettura biblica

Partiamo da un primo punto di vista, cioè la lettura biblica. Chiunque conosce le Sacre Scritture sa che ci sono dei passi che non sono favorevoli alla cartomanzia. Ad esempio, nel Nuovo Testamento, il Primo Comandamento afferma che il fedele non deve avere altro Dio al di fuori del Padre.

Ora, prima di procedere oltre, è bene specificare che per avere risposte su una situazione passata, presente e futura di una persona, una cartomante deve purificare e consacrare i suoi tarocchi a degli spiriti sacri, che non appartengono alla religione cristiana.

Già basandosi su questo e il Primo Comandamento il discorso potrebbe chiudersi.

Tuttavia, moltissime persone continuano sia ad andare a messa la domenica e ad applicare i comandamenti del Signore e allo stesso si rivolgono alla cartomante per risolvere le questioni.

Questo allora che cosa significa? Che tutti i fedeli che vanno dalla cartomante sono cattivi fedeli? Tutt’altro. Una pratica, se recasse solamente del male, sarebbe rifiutata dalla comunità e quindi non avrebbe motivo di esistere, verrebbe cancellata.

Il cartomante come amico

Allora perché tante persone continuano a rivolgersi alla cartomanzia?

E’ difficile dare una risposta ben precisa. Ci sono tantissimi temi che possono spingere qualcuno a richiedere consulti di cartomanzia: problemi d’amore, lavoro, fortuna o denaro.

Bisogna ragionare in termini generali di psicologia sociale. La vita di tutti i giorni non è mai rosa e fiori. La nostra esistenza passa per dei cicli. Cioè ci sono dei periodi molto positivi ed altri molto negativi. Questi ultimi hanno un’influenza maggiore sulla persona, al punto da pesare molto di più rispetto a un periodo positivo. Inevitabilmente, ci si chiede il perché di un periodo negativo. La mente è una gran viaggiatrice, quindi si arriva a pensare al perché di tutte le scelte di vita. Insomma, ci si interroga sulle grandi domande della vita.

Le persone, nel momento in cui si rivolgono a un cartomante vogliono delle risposte concrete. Facendo un’analisi un po’ più profonda, la maggior parte delle persone vogliono sentire quello che vogliono sentire. Cercano delle affermazioni riguardo le loro supposizioni. Da qui un pericolo: si cambia spesso cartomante per ottenere quel tipo di risposte.

Ed è qui che il cartomante si assume la vera responsabilità del suo ruolo.

Se sarà bravo a far ritornare la persona alla sua porta, lui passa dal ruolo di cartomante a quello di confidente, una persona di fiducia con la quale il cliente si sentirà libera di sfogarsi. Insomma, il cartomante è un aiuto concreto nella vita di tutti i giorni, e fornisce delle risposte concrete che la Chiesa replica con la Fede. La Fede è un concetto molto delicato su cui parlare, ma chi si rivolge a un cartomante non ritrova nella fede quelle risposte concrete che invece offre la cartomanzia.

La natura delle risposte

Le risposte del cartomante hanno un riscontro più tangibile nella vita reale, almeno questo è il senso collettivo. Ma il punto è: è un vero senso di concretezza? O è solo un’illusione? Anche questo è un argomento molto delicato e sensibile nel quale districarsi.

L’unica cosa certa è che oggi non corre buon sangue fra la fede religiosa e la fede nella cartomanzia. E’ facile leggere nelle interviste ai rappresentanti ecclesiastici raccomandazioni di non affidarsi alla cartomanzia, in quanto non religiosa ed illusoria. Alcuni arrivano anche ad associarla al Demonio.

Però è altrettanto certo che il cartomante, nella situazione di cui sopra, può svolgere un ruolo di amico della persona, un confidente col quale parlare.

Chiesa e cartomanzia sono completamente inconciliabili?

La risposta è no. La cartomanzia è una pratica di lettura divinatoria, ma col tempo è entrata a far parte della vita di tutti. Oggi infatti, nei negozi di giocattoli, si possono trovare tanti mazzi di carte che fungono da tarocchi, completi di istruzioni per l’uso. Mazzi non consacrati a nessuna entità dalla funzione puramente laica. In parole povere, mazzi di chiromante innocenti. In un’ottica commerciale, non arrecano nessun danno ma anzi sono uno dei tanti strumenti per stimolare la fantasia.

Invece è un altro discorso per quanto riguarda le pratiche di chiromanzia, per la Chiesa in genere è condannabile. Ma per la persona il discorso è diverso. La chiromanzia offre le risposte che si vogliono sentire, danno conferme. Le risposte poi sono concrete, tangibili nella vita reale. Il chiromante diventa un amico e un confidente. Sono tutti fattori molto importanti perché danno alla persona la forza e una motivazione per andare avanti con molta più energia vivendo la propria vita.

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