Fattura di Santa Marta, scopriamo di cosa si tratta

Spesso si sente parla di Fattura di Santa Marta, ma di che cosa si tratta? Che tipo di legamento è, che scopo ha, chi lo fa e come? 

La Fattura di Santa Marta è un rito che proviene dalla Santeria Cubana, notoriamente una religione che mischia qualche elemento del cattolicesimo con la tradizione locale ed anche la magia nera. 

Scopo di questa fattura è quello di ottenere il dominio su un’altra persona, ma spesso si sottovaluta le possibilità di conseguenze negative da parte dell’uso di questa fattura (troppo spesso eseguita in modo frivolo e senza consapevolezza). 

Nella tradizione della Santeria (che non ha nulla a che vedere con la figura di Santa Marta nel cattolicesimo) questa fattura viene usata per invocare Santa Marta Dominadora: è un legamento d’amore che consiste in una serie di offerte fatte alla santa per nove giorni di seguito per chiedere alla stessa santa di sottomettere al volere di chi invoca una certa persona. 

Dato che si tratta di una fattura con carattere impositivo, probabilmente è di magia nera. Non bisogna scambiare la Fattura di Santa Marta per una preghiera cristiana alla santa (abbiamo già distinto bene le due figure: nel cattolicesimo non è possibile pregare per piegare ai propri voleri una persona, né è ammesso ovviamente l’uso della magia nera). La Fattura di Santa Marta è di conseguenza a tutti gli effetti considerato un rito di magia nera o grigia, con tutti i rischi del caso. 

 

La Fattura di Santa Marta funziona o no?

 

La Fattura di Santa Marta è considerata un rito ibrido, grigio, cioè non di magia bianca ma neppure di magia nera. 

La Fattura di Santa Marta è in realtà legata a dei riti poco chiari, fa parte della tradizionale Santeria (una religione diffusa in America del Sud) dove spesso si mischia la spiritualità legata ai santi, e quindi mutuata dalla religione cattolica, a quella dei riti della magia nera. 

Non si tratta quindi di un rito buono o innocuo, perché apre delle porte che sono praticamente impossibili da controllare, da tenere sotto dominio.

Inoltre, non è mai positivo cercare di ottenere il dominio sugli altri e quindi anche la Fattura di Santa Marta può comportare diversi rischi, e molti mettono in guardia dalla pericolosità di questi riti che non sono prettamente di magia nera ma espongono comunque a dei rischi, per chi crede. 

La Fattura di Santa Marta potrebbe comportare disturbi a chi la invoca perché, nella magia e per chi ci crede, l’uso dell’energia dell’universo potrebbe rivoltarsi contro di lui o di lei. Senza contare che si tratta di una inopportuna commistione fra magia e religione (in quanto si invoca una santa: ma nella religione cattolica, alla quale appartengono i santi, queste figure non intercedono per poter dare ad una persona il potere di manipolare le forze della  natura). 

Ecco perché anche queste fatture non sono proprio sicure da fare, e per chi crede nella magia, sarebbe meglio lasciare perdere. 

 

Santa Maria Goretti

Maria Goretti è nata il 16 ottobre del 1890 in provincia di Ancona. La piccola Maria Goretti venne battezzata con il nome di Maria Teresa, e come succedeva all’epoca venne cresimata, come si usava all’epoca all’età di sei anni, dal vescovo Giulio Boschi che giunse in visita pastorale nella città dove viveva la bambina. 

Maria Goretti aveva altri quattro fratelli e sorelle, che lavoravano tutti nei campi come braccianti agricoli. La famiglia di Maria Goretti era povera e negli anni ha faticato molto a mantenere il giusto benessere nell’Agro Pontino per riuscire a ottenere maggiore fortuna. 

Vediamo la descrizione offerta da https://www.diopadremisericordioso.it/

Santa Maria Goretti e la vita tra il quotidiano e Dio 

Conosciuta anche con il nome di Marietta, Santa Maria Goretti ha dedicato parte della sua gioventù alla vendita delle uova dei colombi nella città di Nettuno. Si occupava anche della preparazione delle colazioni, del trasporto dell’acqua per coloro che lavoravano nei campi, e si occupava anche di operazioni di sartoria, per i vestiti dei braccianti agricoli. 

Sin da piccolissima, come tutta la sua famiglia, Maria Goretti era molto devota e religiosa. Recitava sempre il Rosario e veniva definita un angelo. Con grandi sacrifici e nonostante le difficoltà, la Santa ha deciso di frequentare il catechismo quando ancora non aveva compiuto 11 anni, cosa che gli permise di ricevere la Prima Comunione. 

D’allora scelse di partecipare ogni giorno alla messa nella chiesa che si trovava vicino nel periodo estivo, almeno fino a settembre, quando poi chiudeva. E allora, nei giorni in cui chiudeva raggiungeva la chiesa di Campomorto che si trovava distante qualche chilometro da dove abitava, ma la bambina andava verso di essa a piedi ogni giorno. Nonostante ciò, la bambina in tutta la sua vita riuscì a prendere solo cinque volte la Santa Comunione, in quanto questa non veniva incoraggiata. 

Alessandro e Maria: la storia che ha portato al decesso della giovane ragazza 

La storia di Maria e Alessandro è quella che ha portato alla morte della giovane ancor prima di compiere la maggiore età. Alessandro Serenelli era un ragazzo che lavorava nei campi, era considerato abbastanza intelligente per l’epoca. L’uomo si recava molto spesso in paese e comprava riviste considerate un po’ inappropriate per l’epoca. Suscitando anche la rabbia e la protesta di Assunta. 

Alessandro era un uomo invaghito della giovanissima Maria Goretti. Così inizio a corteggiarla e insidiarla, nonostante lo respingesse con forza. Ma un giorno l’uomo decise di farle una proposta indecente, che la ragazzina rifiuto senza pensarci due volte, e così lui la minaccio di morte. 

Il 5 luglio del 1902, quando i genitori dei ragazzi erano nei campi, e mentre Maria rammendava una delle camicie di Alessandro, lui la invito a entrare in casa. Lei spaventata non si mosse. Lui la trascino con forza in casa per intrattenere con lei un rapporto sessuale. La ragazza cercò di ribellarsi, ma lui accecato dalla rabbia l’accoltellò più e più volte. La ragazza venne ritrovata in una pozza di sangue e portata all’Ospedale di Nettuno. Ma purtroppo le ferite erano troppo profonde e non sopravvisse. 

Alessandro così venne condannato a 30 anni di carcere, in quanto all’epoca era minorenne. Il terzo anno durante la segregazione inizio a sognare Maria che gli donava dei fiori che si trasformavano in lingue di fuoco. Ma dopo 27 anni di carcere, l’uomo pentito usci dal carcere e lavorò come ortolano in vari conventi dei cappuccini. 

La proclamazione di Maria Goretti a Santa 

Maria Goretti è stata proclamata Santa dopo che venne riconosciuta come martire da Papa Pio XII. Per il processo di beatificazione tutto partì il 27 aprile del 1947. Fu durante questo che le vennero attribuiti due miracoli: la cura di un grave ematoma a Giuseppe Cupo e una pleurite ad Anna Grossi Musumarra. Dopo l’attribuzione dei miracoli, nel 1950 il 24 giugno venne nominata Santa. Il suo ricordo si festeggia il 6 luglio.

Virtu‘ Umane e Cristiane Per Rendere Perfetto l’Amore Amarsi per sempre: i segreti

il segreto per amarsi tutta la vita: qualità umane e cristiane da perseguire

 

Successo del rapporto di coppia: qual’è la chiave della felicità?

“Vivere insieme è un’arte, un cammino paziente, bello e affascinante. Non finisce quando vi siete conquistati l’un l’altro… Anzi, è proprio allora che inizia! ” – Papa Francesco –

Parole colme di spunti di riflessione, quelle pronunciate dal nostro Pontefice, nell’incontro con i fidanzati del 14 febbraio 2014. Innamorarsi e conquistarsi è facile.
 
Cominciare un percorso a due, sull’onda dei sentimenti e dell’entusiasmo, è altrettanto facile. La vera sfida sta nel proseguire questo cammino, conservando l’energia positiva della fase iniziale. Molte sono le coppie che si lasciano sopraffare dai problemi e poche sono le coppie realmente felici.
 
Che cosa rende queste coppie, diverse dalle coppie infelici? Vi state chiedendo quale sia la chiave del successo di un rapporto di coppia? Bene, non esistono formule magiche o ricette universalmente valide.
 
Possiamo partire, comunque, da una considerazione interessante: le coppie felici sono, in genere, quelle che non ritengono mai la loro relazione un qualcosa di già completato. Anzi, si impegnano assiduamente per donarle nuovi stimoli e per fortificarla.
 
Far crescere in maniera serena e sana un rapporto di coppia, è sicuramente un impegno, ma non un’impresa titanica.
 

La pratica e la coltivazione costante di alcune qualità umane e virtù cristiane, può fare del rapporto di coppia un’esperienza gratificante, può trasformare gli ostacoli in nuovi punti di forza. Proviamo a tracciare una panoramica di tali qualità e virtù.

Qualità umane e virtù cristiane alla base del successo di un felice rapporto di coppia

1. Disponibilità nei confronti dell’altro

Essere felici, in una relazione a due o in un matrimonio, significa, innanzitutto, prendere del tempo l’uno per l’altra. Anche se gli impegni della routine incalzano, anche se le esigenze dei figli occupano un posto prioritario nel vostro quotidiano, trovate sempre occasione e modo per incontrare il vostro partner. Ritagliarsi del tempo per stare da soli, anche semplicemente chiacchierando, è il primo passo per incrementare il benessere di coppia.

2. Capacità di manifestare i sentimenti

Se lo sentite veramente, ogni momento è quello giusto per dire “ti amo” al vostro compagno/a. Può sembrare scontato, ma pronunciare espressioni come “ti amo”, “mi piaci”, anche più volte nel corso della giornata, è di vitale importanza.

Tutti, infatti, abbiamo bisogno di sentirci amati ed apprezzati. Se le parole non sono il vostro forte, potreste optare per gesti alternativi: una piccola sorpresa, un fiore o una semplice carezza. Date libero sfogo alla fantasia!

3. Coerenza

Naturalmente, le parole devono essere supportate dai fatti. I sentimenti non vanno solo dichiarati, ma anche e soprattutto dimostrati, con il proprio comportamento. Se dite “ti amo” al vostro compagno, ma non siete pienamente partecipi dei momenti e delle decisioni cruciali che riguardano la vita di coppia, le vostre parole non hanno alcun senso.

4. Capacità di dialogo, ascolto, comprensione, rispetto ed empatia

Conflitti e contrasti sono assolutamente normali nella vita a due. Occorre, tuttavia, stare attenti a non esasperarli e a non trasformarli in pretesti per annientare l’altro.

Gli scontri, infatti, devono rappresentare importanti occasioni di confronto e di crescita, sia personale che di coppia. Per superarli sono fondamentali il dialogo, un ascolto attento ed empatico e il rispetto del punto di vista dell’altro, sebbene non sia condivisibile.
 
In caso di litigio, non lasciate passare più di 24 ore da quest’ultimo, per cercare di affrontare i problemi e risolvere la situazione. Nel discutere, inoltre, sforzatevi di ascoltare e di lasciar parlare il vostro partner senza interruzioni, usate argomenti in prima persona, siate sinceri ed esprimete il vostro parere senza aggredire l’altro.
 

Tenete bene a mente questo: prevalere a tutti i costi sul vostro compagno/a, equivale a decretare la sconfitta della vostra coppia.

passiamo, ora, alle virtù propriamente cristiane.

5. Umiltà

Le coppie destinate a una vita lunga, sono quelle in grado di fare profondamente propria questa virtù. Ammettere di aver sbagliato richiede coraggio. Non è, questa, la via più facile, ma una delle più giuste per ristabilire l’equilibrio e l’armonia di coppia.

 

Qualora emergano contrasti, non cedete a giochi simili alla caccia alle streghe, non ergetevi a giudici e non limitatevi a puntare il dito contro il vostro partner. Mettete al primo posto la felicità di entrambi compiendo questi 3 passi:

• riconoscete i vostri eventuali errori;
• scusatevi per l’accaduto in modo sincero e senza remore;
• impegnatevi a non ripetere gli errori commessi.

6. Capacità di perdono

Non si può dire di amare davvero, se non si è capaci di perdonare. Siete in una situazione senza via d’uscita e la concessione del perdono vi sembra un prezzo troppo alto da pagare?

 

Ricordate che nessuno è perfetto e che la capacità di sopportare le debolezze e le carenze dell’altro, cancella molti dei rancori e delle spine che turbano la vita di coppia.

Conclusioni

Abbiamo parlato di qualità e virtù, ma per raggiungere una serenità di coppia duratura, può essere utile far riferimento anche ad alcune regole di buon senso. Eccole, dunque, qui di seguito.

• Privilegiate la dimensione del “noi”: costruire un felice rapporto di coppia, significa anche abbandonare ogni forma di egoismo e interesse personale, ragionare in funzione del “noi” e non più dell’io. Come si realizza la dimensione del noi?

 

Con la complicità e lo spirito di condivisione, che devono pervadere tutte le sfere e le situazioni della vita di coppia: rituali della giornata, momenti di svago, decisioni inerenti il lavoro, l’educazione dei figli o l’acquisto di una casa;

• Tenete sempre viva la passione: mai trascurare la dimensione affettiva e mai spegnere la fiamma della passione! La bellezza esteriore, si sa, con il tempo sfiorisce. Tuttavia, è possibile mantenere vivo il rapporto di coppia, lavorando sul proprio fascino e sulle proprie qualità interiori.

• Create il giusto grado di intimità: l’intimità è un legante straordinario, un legante che funziona sulla base di una profonda fiducia reciproca. Creare intimità significa donarsi completamente all’altro, mostrargli debolezze e paure, senza avere il timore di sembrare deboli e vulnerabili.

• Impegnatevi, totalmente e senza riserve, con l’altro: l’impegno, in una relazione di coppia, implica, soprattutto, rispetto e fedeltà. Ma non è tutto. Impegnarsi con l’altro, vuol dire anche sostenerlo nella sua crescita personale e professionale, rafforzare la sua autostima, garantirgli presenza fisica ed emotiva nei momenti piacevoli e in quelli più complicati della vita.

L’autore dell’articolo cura un piccolo portale in cui siete i benvenuti se volete leggere altri profondi contenuti su famiglia, matrimonio, spiritualità dell’amore.